PERPETUO SUFFRAGIO ROMA - Centomila Stelle sul Don

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PERPETUO SUFFRAGIO ROMA

Storia Cripta
Le radici storiche del Tempio Nazionale del Perpetuo Suffragio
Piazza Salerno - Roma
La beata Maddalena Starace, fondatrice delle Suore Compassioniste Serve di Maria, da tempo desiderosa di piantare la presenza  delle sue suore in Roma, fin dal 1900 si recò più volte nella città del Papa per riuscire ad ottenere il progetto che portava nel cuore.
Dopo aver cercato in più luoghi, dopo “lotte, fatiche, sofferenze, trepidazioni” potè iniziare le trattative per la compra di un villino, situato in via Emilia, al quartiere Ludovisi e nel giugno del 1900 fece il compromesso per l’acquisto e il primo novembre firmò l’atto di compra. Alla fine di gennaio si mise in viaggio per la visita dei conventi e per Pasqua tornò a Castellamare di Stabia.
Riprese ad occuparsi della casa di Roma, ma il proprietario del villino, pur essendo corrisposto della somma pattuita non si decideva a sloggiare. Queste difficoltà la trattennero a Roma con anche l’ipotesi di introdurre una causa giudiziaria.
Il 25 aprile 1901 scrive alla Vicaria: vado dalla signorina Angelina per celebrare l’Eucarestia presieduta da un Cardinale e poi vado a prendere possesso del villino al quale darò il nome di “Piccolo Senario”.
Nel maggio si recò dal Cardinal Vicario per presentargli ufficialmente la domanda per l’apertura della casa.
Sistemata la casa di Roma nei primi di giugno fece ritorno a Castellamare di Stabia, per preparare alla vestizione 10 postulanti che mandò a Roma per compiervi l’anno di noviziato.
La casa di Roma doveva essere una sede di sole opere spirituali. Al noviziato fu aggiunto lo studentato per le giovani suore che dovevano conseguire diplomi statali.
In seguito le Suore Compassioniste si trasferirono in via Guicciardini, di lì si trasferirono nel “villino Mater Dolorosa nel Quartiere  “Italia” a Piazza Salerno, dove aprirono un educandato. Nel 1920, per iniziativa della Madre fondatrice, fu posta la prima pietra della nuova chiesa dedicata ai Sette Santi Fondatori. La chiesa per un complesso di circostanze potè essere terminata soltanto nel 1926.
La nuova chiesa, pur restando di proprietà delle suore, venne subito ufficiata dai Frati Servi di Maria della Comunità Generalizia O.S.M. di San Marcello al Corso – Roma. Il 26 maggio del 1935 l’Em.mo Cardinale Marchetti Selvaggiani Vicario di S. Santità, per provvedere in modo migliore e più stabile al bene spirituale della popolazione, la erigeva in parrocchia e la affidava ai Frati Servi di Maria della Provincia Romana, con l’onere di costruire una nuova casa per le Suore nei pressi della parrocchia. Il giorno 8 settembre 1935 presente la Madre Generale e le Suore compassioniste di Roma, il Priore Generale fr. Raffaele Baldini benedisse solennemente la prima pietra del nuovo edificio destinato alle Suore, in via Alessandro Torlonia.
Il Cardinale Gennari, eletto Protettore dell'Istituto delle Suore Compassioniste, il 10 maggio 1901, di persona si affrettò a portare la notizia alla Madre Fondatrice (la quale abitava nel villino di via Emilia).

Dal Decreto del Priore Generale
Fr. Raffaele M. Baldini
settembre del 1935
 
Nell'anno 1920 la serva di Dio Maddalena Starace poneva la prima pietra per la costruzione della chiesa dedicata all'Addolorata e ai Sette Santi Fondatori, nel luogo attuale dove mancava una chiesa. La chiesa iniziò il suo servizio presso i tanti fedeli del quartiere nell'anno 1926 per opera dei frati Servi di Maria della comunità di S. Marcello al Corso.
A seguito del settimo centenario dell'oridine 1933, il Cardinle Vicario Sua Em. Marchetti Selvaggiani per venire incontro alle esigenze sempre più popolato volle erigere nella chiesa delle Suore Compassioniste la Parrocchia, offrendola all'ordine dei Servi di Maria, come Regalo per il settimo centenario dell'Ordine.
Nello stesso tempo bisognava provvedere ad una nuova casa per le Suore Compassioniste e a questo scopo il Cardinale Vicario promise L. 500.000 (cinquecentomila lire).
Nonostante l'ingente onere finanziario il Consiglio Generalizio accettò la nuova parrocchia in una ottima zona di Roma ed anche perchè nel 1910 fu soppressa quella con sede a San Marcello al Corso. Sembrò opportuno che questa nuova parrocchia fosse affidata alla Provincia Romana per il fatto che era stata soppressa quella di San Marcello, convento di proprietà della medesima e sotto la giurisdizione del Priore Provinciale.
Per costruire la nuova casa alle Suore Compassioniste concorse la cassa dell'Ordine. Come compenso per aver ottenuto il convento di San Marcello (proprietà della Provincia Romana) come sede della Curia Generalizia. Inoltre il convento di San Marcello cedette alla nuova parrocchia e convento il suo capitale e parte delle suppellettili sacre.
Così la Provincia Romana dei Servi di Maria aveva in Roma un proprio convento con parrocchia indipendenti. E l'Ordine dei Servi di Maria, una Casa Generalizia con convento sotto l'immediata giurisdizione del Priore Generale.
Così dopo la decisione del Consiglio Provinciale della Provincia Romana e del Consiglio Generalizio e dopo che le trattative con il Cardinale Vicario per l'accettazione della Parrocchia intitolata e dedicata in onore dei Sette Santi Fondatori furono portate felicemente a termine, nella solennità dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo il 30 maggio del 1935 fu inaugurata ufficialmente la Parrocchia.
Si rese necessario la richiesta della Sede Apostolica, l'erezione canonica della nuova chiesa e del nuovo convento, assegnati alla giurisdizione della Provincia Romana.  La stessa procedura fu fatta per il Convento di San Marcello al Corso, dichiarato sotto l'immediata giurisdizione del Priore Generale.
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P. Giuseppe M. Galassi: tel. 0823941008  cell. 338 8984583




 
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